CENNI STORICI

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ROTELLA
Di origine antichissima, forse preromana, deve il nome alla sua posizione strategica su di un'ansa fluviale di forma rotonda tra i fiumi Tesino ed il suo affluente Oste, ai piedi del monte dell’Ascensione.

Eretto a castello di difesa nel X sec. dai monaci benedettini farfensi, fin dal 1204 è citato tra i possedimenti facenti capo al centro religioso di S. Vittoria in Matenano; nel 1318 il paese si assoggetta spontaneamente ad Ascoli. A seguito di scontri tra le Città di Ascoli e di Fermo, in cui Rotella rimane comunque ai margini, passa sotto la giurisdizione ascolana anche il castello di Rovetino, già posseduto dai Varano.
Nel 1586 viene aggregata da papa Sisto V al Presidiato di Montalto.

Antichissime sono le sue frazioni (Capradosso, Castel di Croce, Poggio Canoso), sorte intorno al sec. VIII, quali castelli a difesa della Stato di Ascoli, autonomi fino al 1860 ed ora, al contrario del capoluogo che fa capo alla diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto, fanno parte della diocesi di Ascoli Piceno.
L’accesso al borgo era permesso da tre porte ora non più esistenti: da Mare, da Monti e Castagnola, l’unica torre rimasta è quella detta dell’Orologio ,che faceva parte della Chiesa di S. Maria, crollata alla fine el XVIII sec. All’interno dell’abitato, la parrocchiale di S Maria , in stile barocco ma progettata nel settecento da Lazzaro Giosafatti.
Fuori dall’abitato la chiesa di S Viviana della fine del XVIII sec.

Nel basso medioevo, strategica importanza per il controllo del territorio ebbe la Rocca di Rovetino, della famiglia ascolana Saladini, di cui oggi non restano che alcuni ruderi sul Colle della Torre, in mezzo alla selva omonima.
Restano ancora intatte le piccole frazioni circostanti al paese dove le caratteristiche di rocche fortificate, sorgono tutte su alture sui 700 m circa; ancora permangono in ricordo delle origini difensive : una torre di avvistamento a Castel di Croce mentre quella esistente a Poggio Canoso è diruta a metà del XX sec.

La loro importanza strategica rimane attuale se nel 1944, durante la lotta di Liberazione, si registrarono significativi episodi di Resistenza a Roventino, Castel di Croce e Capradosso.

E’ infine da segnalare l’interessante Oratorio del Verdiente, legato alla religiosità popolare di quest’ultima comunità, i cui affreschi sulle pareti ricordano lo scampato pericolo dalla pestilenza presente a cicli regolari in questi territori, per lunghi secoli.