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AMANDOLA - ABBAZIA DI SAN RUFFINO

Non esiste documentazione storica se non per congiunzioni artistiche rilevate nel tempio ipogeo, quale cripta di una primitiva chiesa sulle cui fondazioni è stato successivamente costruito l’attuale complesso risalente all’epoca romanica.


L’assenza del monastero nell’elenco dei possedimenti menzionati nella concessione in enfiteusi del 977 farebbe supporre una datazione intorno all’XI secolo. La cripta è un ambiente coperto a botte e scavato nel tufo la cui unica apertura è costituita da una finestrina posta nella zona absidale; sulle sue pareti una lunga teoria di santi, in parte identificati dal nome, a grandezza quasi naturale e con il palmo delle mani rivolto verso gli astanti, incedono verso la mano benedicente dell’Eterno.
La decorazione pittorica viene messa in relazione con l’analogo ciclo presente nella cripta di S. Vincenzo al Volturno(824-842).
L’ambiente soprastante romanica, è caratterizzata da cinque navatelle di cui quelle laterali più ampie, con volte a crociera sostenute da tozze colonne terminanti con pulvino, decorato a foglie angolari. Nell’abside centrale, in un contenitore, i resti umani di quello che la tradizione vuole siano di S. Ruffino, santo venerato da chi è portatore di ernia.

La chiesa si articola in tre navate distinte da colonne di cui la centrale ricoperta da capriate e le laterali, in origine, da crociere; un alto presbiterio è accessibile mediante una recente scalinata centrale mentre ai lati, due aperture conducono alla cripta sottostante.

La facciata rimaneggiata, si compone di un portale ai cui lati sono ricavate due finestre mentre quella sovrastante è stata aperta nel XVIII secolo.

La zona absidale, sottoposta a restauri nella parte alta, è composta da un’abside centrale scandita da paraste e chiusa in alto da una cornice decorata a beccatelli e denti di sega e due absidi laterali di cui, quella di sinistra, è completa mentre la controlaterale è solo accennata.
Lungo il fronte sud si sviluppa il convento disposto su due piani di cui quello superiore era adibito alle celle monastiche; racchiude un cortile centrale con unico ingresso esterno nella parete est; la torre quadrangolare del XIII secolo, di cui un restauro è documentato nel 1429, permette il collegamento fra il convento e l’edificio religioso.


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Località San Ruffino - Amandola
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