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FORCE
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Storia del rame

E’ opinione comune che il nome Force derivi da “forca” luogo di passaggio tra la valle dell’Aso, del Tesino e la valle del Tronto e che la sua origine risalga al V secolo d.C. quando le popolazioni delle pianure vicine vi si stanziarono per sfuggire alle invasioni barbariche dei Goti e dei Longobardi data la particolarità del luogo, facile alla difesa.
Verso la metà del X secolo, Force venne in soggezione ai monaci Farfensi, che fondarono nel suo territorio i conventi di San Salvatore e San Paolo e favorirono lo sviluppo dell’agricoltura e della piccola proprietà.
Nel 1272 si insediò nel territorio di Force una comunità di Francescani e vi rimase fino agli inizi del XIX secolo. Il 10 settembre 1799 Force fu innalzata al rango di città, sancita da Pio VI con Bolla Pontificia.
Force deve una certa notorietà anche all'artigianato artistico del rame quindi a quei calderai che da anni forgiano oggetti in rame, ad uso domestico ed ornamentale.
L'inizio di quest'attività non è ancora chiaro; di certo è che già nel secolo XVI in località Ponte Maglio tra i comuni di Santa Vittoria e Force, i monaci farfensi edificarono un Maglio per la lavorazione del rame grezzo.
L’opinione di alcuni è che tale arte arrivò a Force con un gruppo di nomadi artigiani, i quali insegnarono alla popolazione forcese il lavoro del Calderaio. Altri sostengono che furono i farfensi a intraprendere questo tipo di attività e a divulgarla tra la popolazione forcese. La cosa certa è che a Force risiedette un grande maestro di origine Spoletina, Felice Rosati che, aprì una tra le più grandi botteghe artigiane, dove impararono il mestiere un grande numero di calderai che di tale attività, fecero la loro più importante fonte di guadagno.
I ramai, quando si recavano nei Comuni limitrofi per la vendita degli oggetti lavorati, usavano parlare con un vocabolario conosciuto solo agli addetti che era il “baccaiamento” da cui deriva il nome “callarà” uguale calderaio.

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